In un volume le immagini di persone il cui mondo
interiore si riflette negli occhi
Perché un libro che documenta soprattutto il linguaggio dei volti? Perché il
volto è lessenza, la totalità dell uomo, risponde Egidio Todeschini autore
di Appunti di viaggio alla scoperta dei volti. "Linteresse fotografico
di Todeschini - scrive tra laltro il giornalista Dalmazio Ambrosioni, critico di
storia dell arte e responsabile delle pagine culturali del Giornale del Popolo di
Lugano - è motivato dalla vocazione allapertura che caratterizza la sua formazione.
(
) Cè una finestra costante che si apre su realtà diverse, ed è questo
punto di vista ben preciso che sta nelle pupille di uomini e donne incontrati lungo il
viaggio. Soprattutto dei bambini con i loro occhi senza veli, lo sguardo puro che è
davvero, in queste fotografie, specchio dellanima".
"Alla scoperta dei volti - scrive a sua volta Sandro Vavassori, giornalista de
LEco di Bergamo e cultore di molteplici interessi - può essere, oltre che il titolo
di un volume, un programma di vita, un proposito, un fine da perseguire sia nelle terre
quasi disabitate, dove dominano i paesaggi e i monumenti, le cose insomma, sia in quelle
dove non si vedono che esseri, folle. Appunto quel che accade, come dimostrano le pagine
del libro, al giornalista-fotografo."
Todeschini scrive nella introduzione al volume: "Tanti viaggi, tanti ricordi.
Soprattutto tante persone incontrate sulle strade del mondo con le quali ho condiviso un
tratto di strada o scambiato un sorriso.
I momenti del vivere sono così fugaci, ma così carichi di eternità. Ho ancora negli
occhi tanti volti con altrettanti nomi e storie, tutte diverse tra loro, ognuna carica di
mistero. Sono frammenti di umanità, gocce del grande fiume che è la vita. Sento la gioia
per avere intrecciato la mia esistenza, sia pure per poco tempo, con quella di tanti
fratelli, bambini, giovani e anziani, persone tristi e persone felici. E la gioia, la
tristezza, la fatica le leggi loro in volto. Perché luomo è tutto nel volto.
Quando il volto è aperto alla comunicazione, al sorriso; quando copre con discrezione e
nello stesso tempo rivela il mistero che è ogni persona; quando è uno specchio
illuminato dalla gioia, trasfigurato dall amore oppure stravolto dall angoscia
e dal dolore.
Porto ancora nel cuore limmagine del ragazzino della Costa dAvorio che per tre
giorni mi ha pregato di volerlo adottare e portare con me in Europa. "Così potrò
andare a scuola. Anche la mia mamma te lo chiede, per favore." Ricordo tanti altri
bambini con "pretese" più semplici: "Ola, mi fai una foto?".
"Con piacere, però come potrò poi inviartela?. "Tienila, tu, signore, come
ricordo". Io non sono andato da loro per fotografarli e conoscerli. E il mio cuore
non è rimasto di ghiaccio di fronte alle sofferenze di tanti uomini, donne e bambini. Ci
siamo guardati negli occhi e il loro sguardo pareva interrogarmi: "Che cè tra
te e me, o forestiero?". Il nostro incontro non ha cambiato la loro vita, ognuno di
essi ha un proprio destino, propri sogni da realizzare, un cammino da compiere. Ma tanto
mi basta per sentire ancora il rullo dei tamburi nelle notti africane, il sibilare del
vento nel deserto tunisino, il flauto melanconico del pastore sulle alture della Bolivia,
il canto delle donne nelle risaie della Tailandia.
So di essere fortunato per avere fatto questi viaggi, sento riconoscenza per avere
incontrato tante persone.
Cosi è nato questo libro di fotografie: per fissare nella memoria momenti, ricordi,
volti. Il tempo cancella tante cose anche importanti. Altre invece, pur non essendolo, ci
restano dentro."
("La nostra domenica" / Bergamo 12 dicembre 1993)