Per la prima volta votiamo all’estero

La legge Tremaglia e le Circoscrizioni estere. Chi vota, come e con quale sistema elettorale. In Italia vige il proporzionale corretto

 

 Per la prima volta non dobbiamo più rimpatriare per partecipare, il 9-10 aprile prossimo, alle politiche italiane. La legge Tremaglia dal 2001 ci riconosce il diritto di votare, per corrispondenza, nel luogo di residenza ma solo per liste presentate all’estero e per candidati emigrati. In teoria, possiamo scegliere di andare in Italia, previa comunicazione in tal senso al proprio Consolato (in pratica sono ormai scaduti i tempi per tale scelta che andava fatta entro il 31 dicembre dell’anno scorso).

Gli elettori in loco riceveranno dal Consolato, 18 giorni prima della data del voto, un plico contenente: il certificato elettorale; le schede (una per i minori di 25 anni che votano solo per la Camera, due per gli altri) con la busta piccola in cui inserirle; una più grande ed affrancata con l’indirizzo dell’Ufficio consolare; le liste dei candidati; un foglio con le modalità del voto; il testo della Legge Tremaglia. Se, 14 giorni prima delle elezioni, non l’avessero ricevuto, potranno richiederlo recandosi personalmente in Consolato. Le schede vanno rispedite entro 10 giorni prima della data delle elezioni.

Tutto sta quindi nell’efficienza dei servizi consolari e nel buon funzionamento delle Poste svizzere? No. Tocca a noi sapere chi vota, come e con quale sistema elettorale. Il “chi” è scontato: tutti i cittadini espatriati, anche se con doppia nazionalità, purché iscritti all’Aire (Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero). E qui possono nascere problemi, sia per un ritardo di trasmissione in Italia da parte del Consolato competente, sia per una mancata comunicazione, da parte nostra, di eventuali cambiamenti di residenza o di stato civile. Siamo certi di averlo fatto?

Il “come” è facile: basta mettere, con penna blu o nera, una riga o una croce sul simbolo prescelto e scrivere, nelle apposite righe, il cognome del o dei candidati cui intendiamo dare il voto di preferenza. Che, vale anche quale voto al partito o coalizione, se l'elettore non lo ha sbarrato. Attenzione però a non optare per un candidato incluso in una lista diversa da quella prescelta, pena la nullità del voto.

E passiamo al sistema elettorale. E’ un proporzionale puro, come quello esistente fino al 1993. Diverso, quindi, sia dal sistema vigente in Italia (75% maggioritario, 25% proporzionale) nel 2001 quando la Legge Tremaglia fu approvata, sia dall’attuale (proporzionale con premio di maggioranza e sbarramenti vari) appena introdotta. Non sono necessari, quindi, aggiornamenti delle Circoscrizioni. Che sono solo quattro e molto vaste. La nostra, la europea, (comprende anche i territori asiatici della Federazione russa e della Turchia) manderà al Parlamento 6 deputati e 2 senatori, il primo dei quali eletto in base al maggior numero di voti ricevuti, gli altri in proporzione al numero dei cittadini italiani che risiedono nei diversi Stati.

Rimane il problema della libertà e della segretezza del voto, sancita dalla Costituzione e, secondo qualcuno, a rischio, stante l’invio per corrispondenza della scheda elettorale. In effetti, la legge Tremaglia ha suscitato ampissimi consensi ed altrettanti dissensi. Per la creazione delle Circoscrizioni estere, che esistono solo per la legge italiana, e per il sistema “postale” prescelto. Certo, il voto per corrispondenza esiste, senza contestazioni, in moltissimi altri Paesi. Noi però ci troveremo confrontati con simboli non sempre corrispondenti a quelli nazionali: Forza Italia diventa “Azzurri nel mondo”; i Ds si trasformano in “Colonie Libere”; la Margherita lo ignoro, la Rosa nel pugno (socialisti boselliani più radicali) non si sa ancora, idem per l’Italia dei Valori di Di Pietro e via elencando.

Non è detto che tutti gli elettori, specialmente i più giovani o i naturalizzati, ne siano a conoscenza. Ed è probabile che, per avere lumi, si rivolgano a qualcuno. Il quale può suggerire, consigliare, magari imbrogliare o imporre. Attenzione, quindi, a non limitarsi mai a chiedere il simbolo di un determinato partito ma farsi dire a quali partiti italiani corrispondono i simboli usati all’estero; non acconsentire mai a sbarrare una lista davanti a terzi; avere il coraggio di rifiutare imposizioni. E di denunciare, se è il caso: la violazione del segreto nelle Circoscrizioni estere comporta il raddoppio delle pene, fino a 10 anni di carcere, previste in Italia. Vorrà pur dire qualcosa se il legislatore ha ritenuto di provvedere in anticipo!

Un rischio, questo della violazione della libertà e segretezza del voto, che chi voterà in Italia corre meno. Avrà anche meno problemi per esprimere la propria scelta. La nuova legge elettorale, infatti, non prevede il voto di preferenza, le liste dei candidati essendo “bloccate”. Come dire che si potrà scegliere il partito o la coalizione ma non il personaggio da mandare al Parlamento in nostra rappresentanza. 

Che comunque eleggeremo, dopo 12 anni, con il proporzionale, corretto però da sbarramenti vari e da un premio di maggioranza, previsti, si dice, per garantire una maggiore stabilità parlamentare e governativa. Non avranno deputati le coalizioni che, a livello nazionale, non otterranno almeno il 10% dei voti; e neppure i partiti che, per essersi presentati singolarmente, non raggiungeranno il 4%. Percentuale che scende al 2% per quelli – come la Rosa nel pugno, per intenderci – che si coalizzano o rappresentano minoranze etniche (Valdostani e Altoatesini). Inoltre, se la coalizione vincente non ottiene almeno 340 seggi sui 630 di Montecitorio, le saranno “regalati” quelli che le mancano (premio di maggioranza). 

Il Senato ha però rappresentanza regionale. Perciò premio di maggioranza e sbarramenti saranno calcolati in base ai voti ottenuti in ciascuna Regione. Con una differenziazione delle “soglie” da raggiungere: 20% per le coalizioni, 8% per i partiti non alleati, 3% per gli altri. Vincoli da tenere presenti se non vogliamo che il nostro voto finisca in pattumiera.

       Egidio Todeschini

27.1.2006