La Giornata della Memoria corta

Occorre ricordare ma anche sapere. Ed equiparare l'Olocausto ai tanti stermini del secolo scorso. Antisemitismo attuale ed ignoranza 


Sulla " Giornata della Memoria ", solennizzata il 27 gennaio scorso, e sui motivi morali ed umani che la impongono non avrei nulla da aggiungere a quanto gia detto dalle alte cariche istituzionali, Capo dello Stato e Presidenti delle Camere. E' indubbio che la "Shoah", o Olocausto, rappresenta una pagina infame della storia del secolo scorso, pagina che porta la firma del nazismo ma non solo, dato che, come ormai documentato, Hitler ed i suoi gerarchi si avvalsero di connivenze e del responsabile silenzio di chi sapeva ma non volle o non ebbe il coraggio di intervenire piu drasticamente. E magari prevenire, visto che nel "Mein Kampf", firmato dal Fürher del Terzo Reich e pubblicato prima della sua ascesa al potere, vi si leggeva gia tutto l'antisemitismo ed il macabro disegno di annientare la razza ebraica in nome di un'ipotetica superiorita dei cosiddetti "ariani". 
E' giusto ricordare, pregare ed essere solidali con chi ha pagato la sua Fede con la propria vita o, se sopravissuto, con il peso di un'esperienza traumatica di cui e impossibile cancellare la cicatrice. E' giusto ribadire quanto poco "superiore" si sia rivelata quella masnada di assassini, dal cuore impietrito dall'odio, che hanno osato violare le leggi umane e divine del rispetto delle credenze altrui e della sacralita della vita. No, non ci sarebbe nulla da aggiungere a quanto detto e riportato alla memoria dalle nostre Autorita nazionali. E possiamo solo applaudire al doveroso elogio proferito nei confronti di chi, come Giorgio Perlasca ma non solo, ha rischiato la vita per salvare dalla morte e dalle sevizie dei campi di concentramento il maggior numero possibile di Ebrei. 
Ma la "Giornata della Memoria" rischia di lasciare il tempo che trova se non la si accompagna ad una riflessione piu approfondita che smascheri due incongruenze correnti. La prima tradisce il conformismo culturale che attribuisce allo sterminio degli Ebrei il valore di dramma assoluto, quasi fosse l'unico genocidio verificatosi nel '900. Purtroppo non e stato cosi. Purtroppo nel secolo scorso la "soluzione finale" e stata applicata a decine di milioni di persone, non solo ai sei milioni di Giudei eliminati da Hitler e dal nazismo. Purtroppo tanti carnefici, invasati dal delirio di onnipotenza, hanno creduto di poter impunemente spazzar via i "nemici". Non vedo che differenza faccia se la condanna a morte, o ad indicibili sofferenze, sia emanata per odio di razza o per ideologia; se sia eseguita nei Lager piuttosto che nei Gulag, nelle camere a gas invece che nelle steppe della Siberia, in Ucraina e non ad Auschwitz o, decenni dopo, nelle fosse della Cambogia e della Corea. I Curdi gasati da Saddam o i Bosniaci e i Kosovari fatti fuori da Milosevic non sono stati oggetto di un genocidio per odio di razza? E le vittime delle Foibe del Carso non meritano di essere ricordate, di vedersi dedicare un Museo ad imperitura memoria? La vita degli uomini e sempre sacra, a prescindere dal colore della pelle, dalla Fede, dal credo politico, dal sangue etnico che corre nelle vene. E spezzarla con la violenza e sempre un'infamia. Da condannare. 
La seconda incongruenza vive in quel dualismo mentale che alimenta l'antisemitismo odierno, quasi che l'Ebreo dell'Olocausto sia un'entita diversa dall'Ebreo residente in Israele, il primo vittima del Male Assoluto, l'altro guerrafondaio. E' aberrante trincerarsi dietro la pur legittima condanna "della politica di Sharon" - ma quanti sanno che il suo Governo e sostenuto dal partito fondato dagli Ebrei russi sfuggiti all'ideologia e alla mannaia sovietica? - che costruisce un muro e risponde con attacchi aerei agli attentati dei kamikaze. Un muro che, contrariamente a quello di Berlino, e eretto per controllare chi entra carico di dinamite, non per impedire l'uscita ai dissidenti. Ed attacchi aerei giustificati da una guerra che il nemico palestinese - o, meglio, il terrorismo dell'Intifada - combatte in maniera subdola ed atroce.
I sondaggi e la cronaca parlano chiaro: la maggioranza degli Europei parteggia per gli "esuli" della Palestina; e s'infittiscono, specialmente in Francia, le aggressioni verbali o fisiche nei confronti dei Giudei rimasti in Europa. Ma e al corrente, questa maggioranza, che nelle scuole arabe s'insegna ai bambini l'odio verso la "razza" ebraica sulla base di quel falso storico che e il "Protocollo dei Savi di Sion"? Che la propaganda antisemita in quelle lande e fatta sulla base dello slogan: "terminiamo il lavoro incompiuto di Hitler"? Che l'appoggio arabo ai Palestinesi e dettato dal desiderio di spartirsi il ricco territorio d'Israele? E si rende conto, questa maggioranza, che e in atto un altro Olocausto e che servira poco, poi, ricordarlo "con vergogna" per la nostra connivenza. Sia pure parolaia. O poco lungimirante: dice niente che solo quest'anno l'UE ha bloccato i miliardari fondi per i Palestinesi, fin qui elargiti senza mai controllare in che tasche finissero?
Mi va bene la Giornata della Memoria ma ricordiamoli tutti, i Morti. E mi va bene l'invito a non dimenticare, ma solo se si accompagna, anzi se e preceduto da un altrettanto imperativo stimolo a prima sapere e valutare. Se vogliamo che la Storia sia veramente maestra di vita. 
Egidio Todeschini
28.1.2004