Problema da risolvere con saggezza
e umanità
Continuano gli sbarchi a Lampedusa, creando gravi disagi e alti costi. L’UE
tace ed in Italia crescono le polemiche
Continua l’ondata d’immigrati nell’isola che paga lo scotto
della sua posizione nel Mediterraneo, rappresentando per gli Africani il primo
passo verso la libertà. Il trattato con
In effetti, lo sbarco continuo di stranieri crea problemi
non indifferenti, ai quali le Istituzioni nazionali e regionali tentano in
qualche modo di reagire. C’è da far fronte alla fuga che alcuni
immigrati tentano, a volte riuscendo a far perdere le loro tracce, perché,
sapendo che non riusciranno ad ottenere l’asilo politico, temono il rimpatrio
forzato. Il Ministro Maroni prevede infatti che solo ad un 30% di essi
può essere riconosciuto lo status di rifugiato. C’è l’onere non
indifferente di circa 250 milioni di euro l’anno a carico del sistema sanitario
nazionale. C’è il costo - circa 7mila euro - del mantenimento di ogni
clandestino nei centri, durante i 150 giorni necessari per l’identificazione, oltre
alle spese per il volo di rientro, la scorta degli agenti e per le pratiche legali.
Nonché quelle del trasferimento degli immigrati nei centri di raccolta e nelle
tendopoli improvvisate in Sicilia e a Manduria (TA). Che comunque non bastano.
Da qui la richiesta governativa rivolta a
tutte le Regioni (Abruzzo escluso), alcune delle quali non sono d’accordo,
perché hanno già una marea di stranieri da gestire (Lombardia e Lazio),
o per motivi deologici (Veneto). Il presidente della Regione Puglia, Nichi
Vendola, invece, ritiene necessario riconoscere agli immigrati giunti a Manduria
il permesso di soggiorno temporaneo previsto dal testo sull’immigrazione (articolo
20), in quanto convinto che stiano “scappando dal pericolo della fame, della
violenza, della vendetta politica, della guerra” e che la maggior parte dei Tunisini
non siano “qui per delinquere” ma solo per cercare “un transito per le loro
famiglie”. Un’opinione non diversa da quella espressa da Giorgio Napolitano che,
da New York, rileva: “In Italia ci sono ogni tanto delle posizioni, delle
reazioni un po' sbrigative a livello di opinione pubblica”, alle quali non
bisogna indulgere, ricordando “il nostro passato di Paese numero uno in Europa
per numero di emigranti”. Vero, ma senza sottovalutare che, dopo 20 anni di
immigrazione, gli stranieri rappresentano ora il 7% della popolazione nazionale.
Certo,
non è facile gestire l’attuale ondata migratoria, anche perché, come
sempre riluttante, l’Unione Europea non aiuta, nonostante Maroni auspichi che
le “drammatiche immagini di Lampedusa” possano spingerla “a un sussulto di
dignità”. E perché
E’ vero che, come rileva don Giancarlo Perego, direttore
della Fondazione Migrantes, “gli immigrati, che arrivano per trovare lavoro e
condizioni di vita dignitose, trovano crescenti difficoltà e
burocratizzazione in merito al loro percorso di regolarizzazione”. Ma l’Italia
non può accoglierli tutti; soprattutto perché ciò equivarrebbe ad
incentivare le immigrazioni, con quel che ne consegue. Una situazione
insostenibile, l’attuale, da affrontare con saggezza e con umanità, distinguendo
tra migranti e profughi ai quali è doveroso dare un aiuto. Ma rimandando
a casa loro i clandestini che approfittano del caos. Essendo rischioso
accoglierli tutti, oltre che costoso, non si capisce perché l'assistenza ai
rifugiati debba essere solo di competenza italiana. C’è da augurarsi che
l’Unione Europea finalmente si muova.
Egidio Todeschini
2.4.2011