Milioni di bambini abusati e malmenati
Fa male appurare la
drammatica situazione dei tanti minori costretti a lavorare o arruolati come
soldati. Negli Stati poveri ma non solo
Giorni orsono ho letto sulla stampa la seguente notizia:
“Sono almeno 215 milioni i bambini sfruttati nel mondo e costretti a lavorare.
Di questi, almeno 115 milioni sono esposti a lavori rischiosi. I dati sono
dell’Organizzazione internazionale del Lavoro. Ieri in Italia diverse
associazioni hanno fatto il punto su un dramma che coinvolge soprattutto i
Paesi in via di sviluppo. Tra le forme peggiori di violenza, lo sfruttamento
sessuale ed i bambini soldato”. Per controllare la veridicità della notizia,
faccio una ricerca su Internet e lo stupore diventa orrore. Certo, sono al
corrente dei tanti drammi e dei soprusi dei quali soffrono i minorenni; della
fame e delle malattie che li uccidono; dell’uso infame che si fa dei loro
organi venduti al migliore offerente; degli abusi sessuali di cui spesso
soffrono, della violenza fisica che subiscono; dell’arruolamento come soldati. Ho
scritto più volte su questo argomento.
A farmi inorridire è l’entità del drammatico fenomeno,
tra l’altro in alcuni Stati in costante aumento: in Asia sono 113,6 milioni i
bimbi strumentalizzati; 65 milioni nell’Africa Sub-Sahariana dove, secondo il rapporto
UNICEFF 2004, il 31% di questi ha meno di 14 anni, e il 9% è impiegato in
lavori pericolosi per più di 43 ore
Si sa anche di 250.000 arruolati
come soldati in 35 Paesi (tra gli altri, Afghanistan, Costa d’Avorio, Iraq, Filippine, Congo, Somalia, Sri
Lanka, Sudan ed Uganda) e costretti a commettere atrocità: secondo il Rapporto Globale sui bambini soldato del 2008, trattasi di ragazzini tra i 15 e i 17 anni, ma a volte anche di 10 anni, stante la tendenza
ad un abbassamento dell’età media, nonostante l´adozione pressoché universale
di programmi di “disarmo, smilitarizzazione e reintegrazione”. Che a volte ottengono
risultati positivi: nel
Soprusi ai quali si aggiunge lo sfruttamento dei bambini privati
dell'istruzione, della salute e del gioco e costretti a lavorare anche in attività
pericolose: nell’Africa sub sahariana 200.000 rischiano la vita nelle miniere
d’oro e di altri minerali; nel Kazakistan i piccoli braccianti lavorano 12 ore
tutti i giorni; nel Kenya, Brasile e Pakistan rispettivamente 200.000, 550.000 e
264.000 sono picchiati, abusati sessualmente e sfruttati come camerieri. Una tragedia
immane che dilaga sempre di più ed ovunque, su cui è praticamente impossibile
avere dati certi; che parla di minorenni, maschi e femmine, finiti nel circuito
della pedofilia e della pornografia in videocassette delle quali se ne vendono,
in tutto il mondo, 250 milioni di copie con un giro d’affari di 280 milioni di
dollari; o immolati a Satana, le cui sètte aumentano ovunque; oppure uccisi per
prelevarne gli organi; che coinvolge anche i 143 milioni che muoiono di fame nei
Paesi in via di sviluppo, nonostante le rimesse di denaro inviate dalle Istituzioni
internazionali per sostenerne i bilanci, anche perché, come afferma Stefano
Piziali, responsabile del Cesvi
(Cooperazione e Sviluppo, fondato
a Bergamo
nel 1985)
“i finanziamenti che arrivano non sempre sono usati per lo scopo per cui sono
stati erogati”.
Un orrore su scala planetaria che, purtroppo, coinvolge
anche i Paesi occidentali che si definiscono civili e nei quali è arrivato il
Vangelo di Cristo; Stati che invocano solidarietà ma scivolano facilmente nella
crudeltà verso i più deboli; che dedicano tecnica e scienza all’uomo e al suo
benessere, ma perseverano nella perfidia e nello sfruttamento dei minori. Solo
in Italia, secondo l’Istat, sono 500.000 i bambini tra i 7 e i 14 anni che
lavorano (spesso stranieri o in condizioni svantaggiate), molti dei quali,
specialmente se clandestini o figli di zingari, costretti, con la forza e a
volte con mutilazioni, a chiedere l'elemosina e a consegnare i soldi ai loro familiari.
Sono aumentati del 30%, rispetto agli anni precedenti,
pure i casi di abuso sessuale, da parte di parenti o amici di famiglia, su
bimbi di età inferiore ai 5 anni, la maggioranza dei quali di nazionalità
italiana. Senza contare gli aborti!
Alcuni psicologi sostengono
che l’infanticidio e l’abuso dei minori è sempre esistito. Sarà, ma affligge
pensare che abbiamo saputo, attraverso i secoli e almeno nel mondo occidentale,
progredire nelle scienze, nella tecnica e nelle conquiste sociali ma non
abbiamo ancora imparato a dare al fanciullo l’amore e la protezione che gli
sono dovuti. Il che convince a credere che la scristianizzazione ed il
relativismo dei tempi correnti abbia fatto perdere il senso della morale e del
rispetto del prossimo, specialmente del minorenne, “da amare come te stesso”,
secondo l’insegnamento di Gesù, tanto da continuare ad abusarne per ottenere un
profitto, economico, sessuale, militare, familiare, pseudoreligioso o di salute
che sia. E far poi calare la cappa del silenzio su tale dramma.
Egidio
Todeschini
18.6.2010