L’inaccettabile indifferenza dei cittadini
Troppi i casi
registrati dalle cronache quotidiane di fronte alla violenza in pubblico. Ma
anche di fronte alle inadempienze della politica
Spesso, direi troppo spesso, si legge di atti di violenza
effettuati per strada di fronte ai quali la gente non solo non reagisce ma
guarda e passa, comportandosi da indifferente, secondo il significato della parola
di origine latina (indifferens) che
indica “colui che non propende né per una cosa né per un’altra; che non ha
sentimenti vivi; che è senza passioni”. Da un qualunque dizionario italiano
si apprende che è sinonimo di impassibile, cinico, imperturbabile,
apatico, termini tutt’altro che positivi. Oggi l’indifferenza decisamente abbonda,
anche se il fenomeno non appartiene solo ai nostri tempi: George Bernard Shaw,
scrittore e drammaturgo irlandese nato nel 1856, afferma che “il peggior
peccato contro i nostri simili non è l’odio ma l’indifferenza”. Anche il
poeta francese, Anatole France (1844-1924) scrive di preferire “gli errori
dell’entusiasmo all’indifferenza”, mentre il Pastore protestante
svizzero, Johann Kaspar Lavater (1741-1801), suggeriva di diffidare “dell’uomo
cui piace tutto, di quello che odia tutto e, ancor di più, di colui che
è indifferente a tutto”. E il comunista italiano Antonio Gramsci
(1891-1937) sosteneva di preferire la partigianeria, quindi la lotta,
all’indifferenza. E mi limito solo a poche citazioni, tra le tante esistenti in
merito.
Indubbio che, a stare alle cronache quotidiane, comprese
quelle che riguardano la politica nazionale o internazionale, oggi è
diventata attitudine diffusa, anche se spesso dettata da “noia” per il
ripetersi di azioni cruente o d’insulsi battibecchi tra esponenti politici; o
per l’incessante venire a conoscenza di fatti assurdi che testimoniano il
degrado della vita moderna. Certo, basta leggere un quotidiano o seguire un
telegiornale per inorridire: è un continuo susseguirsi di scontri
politici, di stupri ed omicidi, d’insulti anche volgari, di evasioni fiscali, d’incidenti
stradali provocati da eccessi di droga o alcool. Non c’è proprio di che
rallegrarsene. Ma quel che scandalizza di più è l’indifferenza con la quale la gente spesso non
reagisce, preferendo guardare ed andare oltre, senza intervenire per aiutare,
anche quando si trova di fronte ad un atto di violenza.
Indubbio, non sempre si tratta d’indifferenza bensì
di paura, magari per mancanza di capacità o di mezzi idonei a bloccare
l’aggressività del criminale di turno; a volte per timore di un
eventuale processo, qualora si sia ecceduto nel difendere la vittima in
questione: il coraggio è un dono che non tutti hanno. Ma casi come
quelli registrati recentemente a Milano - parlo dell’Italia ma purtroppo avvengano
un po’ ovunque, Svizzera compresa anche se, per tacito accordo tra i
giornalisti, la stampa elvetica spesso sorvola su certi fatti di sangue - dove
una filippina è stata ammazzata a pugni senza che nessuno intervenisse;
o a Cosenza di fronte all’aggressione di un anziano da parte dell’autista di un
pullman i cui passeggeri hanno assistito senza prendere provvedimenti - e sono
solo due esempi tra tanti - dimostrano che l’indifferenza è
menefreghismo, è rifiuto dell’altro, è egoismo spinto
all’eccesso, è mancanza di umanità, di senso sociale e civico; è
un venir meno all’insegnamento di Cristo che invita ad “amare il prossimo tuo
come te stesso”. Un’apatia che non tiene conto della verità
indiscutibile secondo la quale una società di indifferenti è
destinata a perire. Rischio, questo, che, a stare alle previsioni di Oriana
Fallaci, oggi corre l’Europa, destinata a diventare “EuroArabia” proprio perché
ha perso passione e fede, soprattutto l’orgoglio della cultura, delle tradizioni,
del Cristianesimo e della civiltà che
Non solo di fronte alle violenze. Purtroppo anche di
fronte alla politica. Spesso si sente dire “io non voto”; oppure “la politica
non m’interessa”. Attitudine che contrasta con l’amore per il proprio Paese e,
soprattutto, con l’ovvio principio in base al quale votare è un diritto
ma anche un dovere: non a caso esiste il cosiddetto “suffragio universale”; non
a caso la democrazia occidentale si è compiuta quando esso è
stato riconosciuto in tutti gli Stati del nostro Occidente; non a caso definiamo
“sovrano” il popolo. Troppo facile, troppo comodo accusare questo o quel
politico, questa o quella ideologia per partito preso, per sentito dire, per
convinzione fondata su pregiudizi o cattiva informazione. Tuttavia
disinteressarsene, affermando che tanto non possiamo fare niente, è
ancora peggio, benché conveniente. Da sempre nella politica troviamo a volte
potere e corruzione; spesso ed un po’ ovunque i politici pensano solo al proprio
interesse, non a quello del loro Paese. Ma proprio per questo è
necessario seguire l’attività istituzionale, per contribuire a migliorarla.