Il Papa svela il volto di Gesù di Nazareth
Il nuovo libro di Benedet to XVI
annulla l’accusa di deicidio agli Ebrei e sottolinea la funzione messianica di
Cristo uomo e Dio
“Spero che
questo libro sia utile per la fede di molte persone”,
aveva detto Benedetto XVI al termine dell'udienza di presentazione
del libro-intervista di Peter Seewald, “Luce del mondo. Il Papa, la
Chiesa e i segni dei= tempi”, pubblicato nel 2010. Speranza che il
nuovo libro “Gesù di Nazareth.
Dall'ingresso in Gerusalemme fino alla Ris= urrezione” sembra confermare dato che, appena uscito,
ha già registrato la
vend= ita di un
milione e duecentomila copie.
Alle quali si aggiungeranno - ha detto = il direttore della Libreria Editrice V= aticana, don Giuseppe Costa - quelle in lingua straniera, essendo stati firmati 20 c= ontratti editoriali per altrettanti idiomi.
Fa piacere sapere
che, per volontà dell’autore, la metà degli introiti saranno destinati alla Fondazione vaticana Joseph Ratzinger-Benedetto XVI, impegnata nella promozione della teologia, e l’altra metà in opere di carità. Ed anche allieta
il successo, dimostrato dai numeri, del secondo
saggio del Papa sulla vita di Gesù, al quale ne seguirà
quanto prima un altro dedicato alla Sua infanzia. S= uccesso che non sorprende perché l’autore scrive in maniera comprensib= ile, da uomo di
fede, non da Pontefice, come aveva già fatto con il
primo volume, pubblicato il
16 aprile 2007,
in merito al quale
disse: “Qu= esto libro non è in alcun modo un atto
magisteriale, ma è unicamen= te l'espressione della mia ricerca personale
del volto di Cristo. Perciò ognuno è libero di contraddirmi”. Non a caso anche l’ult= imo
lavoro è firmato “Joseph Ratzinger”, con il nome papale
= in seconda riga. Slegando l'opera dal Magistero,
ha rinnovato il suo spirito innovativo, rilevabile anche nel libro-intervista “Luce del
mondo”, per riprendere il tema su
cui punta spes= so, il divorzio tra fede e ragione.= Infatti a giudizio di Benedetto
XVI il problema della nostra epoca
è quello = di ritenere irrazionale o inesistente ciò che non si comprende. Ragione= che invece
è presente nella Bibbia e che Ratzinger
mette in evidenza, ra= ccontando la vita del Cristo dei
Vangeli. Ne esce un testo da cui
s= caturisce la certezza della figura storica
di Gesù e della Sua doppia natura, umana e divina, R=
20;propizia alla pace e all’unità del genere umano”. E che dà impulso
al dialogo all’interno della Chiesa e tra questa
e le altre confessioni cristiane, nonché con gli
ebrei e con altre tradizioni religiose. Dall’opera del Papa, - come hanno
sottolineato, dur= ante la presentazione
ufficiale del libro, il direttore padre
Federico Lombardi,= il cardinale
Marc Ouellet, prefetto della Congregazione per i Vescovi, e il pr= of.
Claudio Magris, scrittore e germanista - esce soprattutto
rafforzato il leg= ame tra Cristianesimo ed ebraismo, essendo= escluso il coinvolgimento di tutti gli
Ebrei nella condanna a morte di Gesù. Questo è uno dei temi cui
il Santo Padre dà rili= evo, oltre
a quelli che puntano sul fondamento storico del cristianesimo
e sul m= essianismo di Gesù: tre nodi da sciogliere,
per ricondurre gli
agnostici a Dio.=
Potrà
sorpren= dere l’assoluzione, evidenziata nel testo, dall’accusa di deicidio d=
el popolo ebraico. Un’assoluzione che però si basa su un esame attento
dei Vangeli. Nei quali si trovano risposte diverse alla domanda: ch= i ha
voluto la morte del Cristo? Secondo Giovanni, sono i “Giudei”, = espressione
che per l’evangelista ha un significato preciso e limitato: rappresen= tano
solo l’aristocrazia del tempio. In Marco, invece, compare l’ochlos, la
“massa”, una notevole quantità di gente, cert= o, ma non tutti gli Ebrei,
solo i sostenitori di Barabba che, da
contrario al potere romano, poteva contare su m= olti simpatizzanti che,
infatti, optano per lui. E’ vero= che Matteo, nel suo Vangelo, parla di “tutto
il popolo”= , che difficilmente, però, poteva essere al completo in
piazza. Un’i= nterpretazione assolutoria, quella del Santo Padre, che spinge il
premier israeliano, Neta= nyahu, a ringraziarlo per aver finalmente ripudiata
“l’accusa infondata sulla quale per secoli si è basato l’odio per gli
Ebrei”= , facilitando e promovendo così “la pace e la riconciliazione
tra le generaz= ioni future”. Che è lo scopo della Crocifissione di
Gesù. Il Messia non chiede vendetta e punizione, il Suo sangue non
è versato = contro ma per qualcuno, in nom= e e per
forza della “nuova alleanza” e dell’amore che spinge Gesù a morire per
noi. Sacrificio che conferma il suo “messianismo” del quale, nel Sinedrio,
aveva già chiarit= o la natura esclusivamente religiosa.
Invalidando
l’interpretazione moderna che tende a fare del Cristo il primo rivoluzionario
della storia influenzato dalle ideologie dominanti, Benedetto XVI nel suo libro
“restituisce Dio all’eternità e non lo costringe nella prigione del
tempo; riporta la
Risurrezione =
di Cristo alla vita eterna e non la riduce a riscatto sociale”, come ha scritto
recentemente Marcello Veneziani su il Giornale. Quella “Risurrezione” che “non è una favola”,
scrive il Pontefice, senza la quale il Figlio di Dio sarebbe stato soltanto
“una personalità religiosa fallita… non più importante della
rianimazione, grazie all’abilità d= ei medici, di persone clinicamente
morte”. Il
libro, “risultato di un lu= ngo cammino interiore e di una maturazione
del cuore”, come rileva = Giovanni Maria Vian, direttore
dell’Osservatore Romano, mostra al lettore il vero volto di Cristo, gli
facilita la comprensione del ruolo della Chiesa istituita con
l’Eucaristia, e gli fa meglio
comprendere l’insegnament= o di Dio che aiuta ad accettare le difficoltà
della vita, comprese quelle cruciali della sofferenza e della morte. Ed il Papa, insistendo sull=
’umanità e divinità del Cristo, fa del “Gesù reale” una figura
familiare.