Il degrado morale inquina l’Occidente
Violenze, spari, nudismi, droghe. Il vuoto etico avanza in tutti i Paesi. Ma c’è anche
l’incontro dei giovani con il Papa a Madrid
Ormai si parla
poco della tragedia di Oslo, dove Anders Behring Breivik ha ucciso 8 persone, prima
di recarsi ad Utoya per far fuori una settantina di ragazzi, molti di
giovanissima età, lì radunati per un campo estivo. Sconvolse
l’insensatezza di quell’azione terroristica, dettata da odio antislamico, che ha
spinto perfino l’amareggiato padre dell’assassino a dire: “Avrebbe dovuto togliersi
la vita anche lui”. Benedetto XVI ha ribadito l’appello “ad abbandonare per
sempre le vie dell’odio” e “a fuggire dalle logiche del male”. Invito mai ascoltato
da Breivik che, convinto della non disponibilità pontificia a combattere
l’Islam, ha definito il Papa “codardo, incompetente, corrotto e illegittimo”.
Indegno, quindi, come quei 60mila Italiani da lui ritenuti “traditori…i
peggiori artefici della nostra decadenza…capi di stato e governo, direttori di
giornali, intellettuali, grandi industriali e chiunque appoggi i partiti
complici del multiculturalismo e il sistema parlamentare europeo”, tutti “punibili
con morte ed esproprio dei beni”. Una follia che fa ribrezzo, che s’ispira ad Hitler,
che non ha giustificazioni, proprio perché dettata da un falso senso del
Cristianesimo. Il Vescovo di Oslo, Ole Christian Kvarme, ha ricordato, durante
la cerimonia funebre, che “l'odio non può trionfare sull'amore”. Neppure
se si è contrari ai valori di tolleranza e dialogo nei confronti delle
altre religioni, tipici della Norvegia. Certo, una vicenda che per ora vede quel
delinquente, del quale la folla ha tentato il linciaggio, in attesa di una
condanna che ci si augura idonea, anche se per il suo reato sono previsti, dalla
legge locale, solo 21 anni di carcere. Ammesso che i giudici non lo imputino a demenza,
riconoscendogli quindi le attenuanti.
Un fatto inquietante, successo in un Paese ora sconvolto
ma deciso a difendere la sua apertura agli stranieri. Soprattutto ingiustificabile,
come le sommosse e i cinque giorni di guerriglia urbana che hanno stravolto l’Inghilterra
e provocato almeno 5 decessi. Una rivolta, quella britannica, allargatasi a
macchia d'olio e che ha visto bande di predoni assaltare negozi e abitazioni ed
incendiare i veicoli in sosta. Disordini e violenze non provocati da tensioni
sociali e razziali ma causati anche dai messaggi, dai contenuti deliranti, inviati
via internet, con i quali s’invitava ad unirsi ai manifestanti “chi avesse voglia
di menar un po’ le mani”. E che hanno invogliato molti ragazzi, alcuni giovanissimi,
1.186 dei quali già arrestati, a sghignazzare, incuranti dei poliziotti,
mentre svaligiavano e distruggevano, per puro vandalismo, case ed esercizi commerciali.
O quando aggredivano i passanti e mettevano a fuoco interi quartieri. Tanto da
spingere il premier inglese, David Cameron, a definirli “assalitori” e
“criminali”, evidentemente male educati dalle famiglie; e a lanciare un'amara
accusa al popolo britannico: “È chiaro che c'è qualcosa di profondamente
sbagliato nella nostra società”.
Non solo in Inghilterra, però, a stare a quanto
apparso sul Corriere della Sera di
qualche giorno fa, a firma di Maddalena Montecucco. Anche negli Usa, in
particolare a Philadelphia ma pure a Chicago, a Milwaukee e nel distretto della
Columbia, si è sviluppata, via Twitter e Myspace, la nuova “moda” di
organizzarsi in gruppi per poi ritrovarsi nel centro della città per
terrorizzare gli abitanti spintonandoli e prendendoli a pugni, o rubando nei
supermercati e picchiando i poliziotti che tentano di bloccarli. Sono in
prevalenza ragazzini - uno di questi, catturato, ha solo 11 anni! - che non
agiscono per motivi di sopravvivenza ma solamente per vincere la noia e per divertirsi,
come dimostrano le decine di filmati da essi stessi poi trasmessi sul web. Nei
quali li si vede ridere mentre compiono violenze varie cui il sindaco di Philadelphia
tenta ora di reagire, con un provvedimento comunale, proibendo ai minorenni di
uscire di casa dopo le 21 ed imponendo ai genitori una multa di 500 dollari, in
caso di doppia inosservanza della legge. Sarà anche, come sostiene Beppe
Severgnini sempre sul Corsera, una cattiva
idea, quella espressa a Londra da Cameron che imputa soprattutto ai social
network l’abitudine giovanile di compiere atti illeciti. Ma è indubbio
che, a volte, influiscano negativamente.
Come suggerisce riprovevoli modi di comportamento il
leggere o sentire alla televisione i frequenti fatti di cronaca quotidiana. Che
da una parte stimolano all’imitazione; dall’altra rivelano una perdita generale
dei valori, morali e sociali, non dovuta solo alla scristianizzazione delle
società occidentali ma anche alla convinzione che sia lecito fare
ciò che piace. Cioè imputabile a quel “relativismo” che Benedetto
XVI continua drasticamente a contrastare. Un’opinione che, in Nuova Zelanda, permette
ai rugbisti, tra i quali c’è anche una donna, di scendere in campo, per
fare la partita, completamente nudi. E a Kiev, in Ucraina, consente alle
“femministe” di scendere, totalmente svestite, in piazza per protestare contro
l’arresto della leader dell’opposizione, Julia Timoshenko. O, un po’ ovunque, Italia
compresa, purtroppo, di sfogare l’ira momentanea picchiando o uccidendo. Fatti
che succedono quotidianamente ai quali si aggiungono pure gli incidenti dovuti
ad eccesso di alcool e droga. E’ inaccettabile che, nei Paesi di
civiltà maggiore e più antica, prevalgano violenze, incoscienze
ed abusi vari. E dice bene Cristiano Gatti su il Giornale che “non è la legge della giungla che torna,
è la legge del vuoto che avanza”. Del quale l’incontro dei giovani con
il Papa a Madrid forse rappresenta solo l’eccezione che conferma la regola.
Egidio Todeschini
28.8.2011